Gioco del lotto, cos’è e come si gioca

Il Gioco del Lotto è un gioco a pronostico con moltiplicatori fissi che consente di puntare da un minimo di 1 ad un massimo di 10 numeri compresi tra 1 e 90, indovinando la loro uscita.

E’ possibile decidere se puntare su un singolo numero, sulla posizione di estrazione, sull’ambo, sull’Ambetto, sul terno, sulla quaterna e sulla cinquina. I numeri vengono estratti tre volte la settimana, il martedì, il giovedì e il sabato alle 20:00.

In totale ne vengono estratti 5, compresi tra l’1 ed il 90 per ogni ruota.

Le ruote sono 11, dieci di esse sono legate alle città di Bari, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia. L’undicesima ruota, chiamata Ruota Nazionale, non è legata ad alcuna città. Infine è possibile scegliere di ripetere la stessa giocata per più estrazioni consecutive, fino ad un massimo di 10 oppure, di ripetere più volte una giocata per la stessa estrazione (giocate multiple) sino ad un massimo di 20.

Il Gioco del Lotto può essere giocato in ricevitoria, compilando la schedina o facendo una giocata a voce, oppure online sui siti autorizzati. Le regole necessarie per iniziare a giocare sono poche e alla portata di tutti, ma le possibili tecniche, evoluzioni, filosofie e meccaniche avanzate sono davvero infinite.

Storia del Gioco del Lotto

L’odierna formula del Gioco del Lotto sembra derivare da una pratica in uso a Genova nel sedicesimo secolo, che consentiva di scommettere sui nomi di cittadini candidati a cariche pubbliche. Il gioco si ispirava ad un “sistema elettorale”, che prevedeva l’estrazione casuale di 5 nomi di cittadini piuttosto meritevoli, su un totale di 120 “papabili”, che avrebbero assunto il ruolo di membri del Maggior Consiglio della Repubblica. Questa pratica fu chiamata quindi “Giuoco del Seminario”. Ai numerosi giocatori veniva data 2 volte l’anno l’occasione di tentare la fortuna con un’estrazione di cinque nomi.

Dopo qualche anno, il numero dei candidati fu diminuito a 90, e poco dopo, i nomi furono sostituiti da numeri. Inoltre, oltre alle puntate su un solo numero, furono costituiti “estratti”, “ambi” e “terni” che, per parecchio tempo, furono le uniche combinazioni presenti nel gioco.

Nella seconda metà del diciassettesimo secolo iniziò a diffondersi il “Lotto della Zitella”. Invece che ai candidati alle cariche pubbliche, i numeri erano legati al nome di ragazze povere: le fortunate venivano premiate con una dote di 100 lire. Anche questa versione del gioco si diffuse in tutta Europa e la sua diffusione in Francia venne attribuita addirittura a Giacomo Casanova. Rapidamente, il gioco entrò anche nelle grazie dei ministri delle Finanze che -una volta dimenticate le zitelle- reclamarono gli incassi per l’erario.

Proibito più volte per il diffondersi delle giocate “clandestine”, ancora nel diciassettesimo secolo i Serenissimi Collegi e il Ministero delle Finanze, ribadirono l’illegalità del gioco d’azzardo. Tuttavia, allo stesso tempo, consentirono l’esercizio del “Seminario” a chi ne avesse ottenuto la licenza, dietro ovviamente, pagamento di un diritto concessionario.

Dovendo gestire un giro di affari sempre più fiorente, i concessionari del gioco si cautelarono dal rischio di dover pagare eventuali premi superiori all’incasso, dando vita ad un fondo premi, detto “Monte delle scommesse” da dividere fra i vincitori. In questo modo, gli organizzatori, si assicurarono il margine di guadagno previsto.

Se nessun nome veniva azzeccato, e questo accadeva piuttosto frequentemente, le puntate venivano restituite. I premi non distribuiti andavano a sommarsi al montepremi dell’estrazione successiva.

Più tardi -più precisamente nel 1861- vennero apportate alle poste in premio tre modifiche importanti:

  • fu abolito l’ambo nominato;
  • il premio per la sorte del terno fu ridotto a sole 5.000 volte la posta;
  • il premio per la sorte dalla quaterna venne ridotto a sole 60.000 volte la posta.

Nel 1863, il Gioco del Lotto entrò ufficialmente a far parte delle entrate del bilancio statale.

Nei primi mesi del 1864, un Regio Editto stabilì un primo riordinamento del gioco: le ruote erano solo 6 e le giocate possibili erano quelle dell’ambo semplice, del terno e della quaterna. Soltanto più tardi, nel 1871 -una volta avvenuta l’unificazione- vennero scelte otto città italiane chiamate comunemente ruote o compartimenti.

Dopo qualche anno, nel 1891, il regolamento delle poste in premio venne modificato nuovamente, nella forma valida fino alle modifiche del 2005. I premi divennero:

  • estratto semplice: 11,236 volte la posta;
  • ambo: 250 volte la posta;
  • terno: 4250 volte la posta;
  • quaterna: 60.000 volte la posta.

L’8 luglio del 1933 fu introdotto anche la combinazione della cinquina. Attualmente le ruote del Lotto sulle quali si può puntare sono 11.

Vincite record Gioco del Lotto

  • Cinquina da 3 124 750 € realizzata a Villa Agnedo (Trento) il 7 gennaio 2014;
  • Cinquina da 3 069 500 € realizzata a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) nel gennaio 2007;
  • Cinquina da 3 064 750 € realizzata a Roma nel settembre 2007;
  • Cinquina da 3 062 375 € realizzata a Siano (Salerno) il 10 luglio 2008;
  • Cinquina da 3 062 250 € realizzata a Surbo (Lecce) nell’aprile 2005;
  • Cinquina da 3 031 250 € realizzata a Vernole (Lecce) il 14 febbraio 2008;
  • Quaterna da 2 400 000 € realizzata a Morgano (Treviso) il 10 giugno 2008;
  • Quaterna da 2 000 000 € realizzata a Roma il 5 settembre 2009 (il giocatore ha indovinato una quaterna sulla ruota di Roma dove aveva puntato 10 euro, il resto della vincita è stato realizzato dai terni su cui ha puntato 190 euro).

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